Cinnamomo, cardamomo, ginepro, mirra, incenso… tutta la Sacra Scrittura è intrisa di aromi e di spezie. Una concentrazione particolare si trova nel Cantico dei Cantici, che già alle prime battute dichiara: “Aroma che si spande è il tuo nome”. Il profumo in effetti ci può dire qualcosa dell’Altissimo. Non si vede ma si sente, esiste ma non si può afferrare né dominare… come Colui le cui orme rimasero invisibili (Salmo 76).
Nessuno infatti si accorse della Risurrezione, nessuno ne fu testimone oculare, non ci furono segni grandiosi a rivelarla. L’evento più grande della storia umana passò sotto silenzio. Ci voleva l’attenzione di un animo innamorato, quell’attenzione che la mistica e filosofa Simone Weil riteneva la forma più rara e più pura della generosità. Maria Maddalena fu quell’animo innamorato che non solo costrinse Gesù a rivelarsi con la sua tenera ostinazione, ma anche l’unico che poteva accogliere immediatamente e senza riserve la realtà della Risurrezione, tanto da diventare apostola degli apostoli. Perché “Amare significa dire all’altro: Tu non morirai” (Gabriel Marcel).
Mercoledì 2 aprile alle 21, presso la nostra chiesa, sarà proprio Maria Maddalena la protagonista della Veglia di quaresima dal titolo “Quel profumo di nardo”.