L’Osservatore Romano del 13 novembre 2024 riporta un articolo del Card. Marcello Semeraro, il quale scrive: «C’è questa parola Beati che ricorre come le note di una sinfonia: la consolazione nel pianto, la pace e la giustizia, la non violenza, la forza del perdono. Ogni volta è come se ci rappresentasse il volto di Gesù».
Martiri. Questa introduzione è stata proposta per la beatificazione di Padre Luigi Palić, frate minore e per Gjon Gazulli, prete del clero diocesano. I due martiri albanesi, vissuti in tempi diversi e con una diversa formazione ecclesiale, morirono testimoniando Cristo, fedeli alla Chiesa di Roma.
Fede. Padre Luigi Palić era un frate minore virtuoso, stimato dalla gente. Il suo martirio si consumò durante la Prima Guerra Balcanica (1912-1913), quando si verificarono pressioni sulla popolazione cattolica e musulmana per la conversione alla chiesa ortodossa, nell’intento di realizzare l’unificazione politico-militare del territorio albanese grazie a una stessa appartenenza religiosa. Durante questo periodo il Palić condivise disagi, sofferenze e persecuzioni con il suo popolo, sottoposto costantemente a sopraffazione. Esortava cattolici e musulmani a rimanere fedele alla propria fede religiosa. Per questo suo atteggiamento venne arrestato il 4 marzo 1913. La numerosa popolazione cattolica lo aveva esortato ad allontanarsi dalla parrocchia in cui operava, ma il frate aveva voluto continuare a svolgere la sua missione.
Morire per Cristo. Le proteste del frate francescano per i maltrattamenti e le violenze inflitte dai soldati alla popolazione inerme spinsero i persecutori ad arrestarlo il 4 marzo 1913, con la falsa accusa di istigare la popolazione a non consegnare le armi. Non era questa la vera motivazione dell’arresto, tanto è vero che, subito dopo l’arresto, con le minacce gli fu chiesto di rinnegare la propria fede cattolica e di passare all’Ortodossia, ma egli rifiutò con fermezza. Trascorse solo due giorni in prigione per essere subito fucilato. Giunto nel luogo dell’esecuzione, prima di essere ucciso, confermò la piena disponibilità a morire per Cristo. Sabato 16 novembre 2024 il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, ha presieduto a Scutari in Albania, in rappresentanza di papa Francesco, la messa per la beatificazione dei martiri Luigi Palić, francescano e Gjon Gazulli, prete diocesano.
Ancora oggi tanti cristiani vengono perseguitati a causa della loro fede. I cattolici per la loro unione al Papa di Roma danno ancora più fastidio alle trame dei potenti, i quali vogliono servirsi della religione per il controllo delle coscienze dei fedeli e degli stessi pastori.