Le antiche radici del Giubileo le troviamo nel Libro del Levitico: «Conterai sette settimane di anni… queste faranno un periodo di quarantanove anni. Al decimo giorno del settimo mese, farai squillare la tromba dell’acclamazione; nel giorno dell’espiazione farete squillare la tromba per tutto il paese. Dichiarate santo il cinquantesimo anno e proclamate la liberazione per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo» (25, 8-10).
Bonifacio VIII, nel 1300 cioè dopo migliaia di anni, indisse il primo Giubileo cristiano dandogli una scadenza centenaria. Si pensa che il Papa si fosse ispirato all’antica tradizione ebraica del Levitico. Clemente VI ridusse i tempi a 50 anni e, infine, Paolo II, con una Bolla del 1470, stabilì che, in futuro, il Giubileo si svolgesse ogni 25 anni.
Anno della Misericordia. Per il 2015 papa Francesco aveva previsto l’Anno della Misericordia con la bolla «Misericordiae Vultus» e si era espresso con queste parole: «Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre. Il mistero della fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi. Essa è divenuta viva, visibile e ha raggiunto il suo culmine in Gesù di Nazareth.… Nella pienezza del tempo (il Padre) mandò suo Figlio nato dalla Vergine Maria per rivelare a noi in modo definitivo il suo amore».
Pellegrini di speranza. Nel Giubileo del 2025 papa Francesco ha proposto un preciso cammino: «Pellegrini di speranza» e la speranza è proprio il messaggio centrale del Giubileo. È la speranza cristiana che sostiene il nostro cammino, la nostra vita e ci indica il bene possibile da realizzare, soprattutto quando il male sembra prevalere. È necessario tener presente che la nostra speranza ha anche un volto: il volto del Risorto. La speranza, quindi, non è qualcosa, ma qualcuno: è Cristo Risorto.
Fonti francescane. San Francesco, personificando la speranza, così si esprimeva mentre pregava attraverso le Lodi a Dio Altissimo: «Tu sei amore e carità, Tu sei sapienza, Tu sei umiltà, Tu sei pazienza, Tu sei bellezza, Tu sei sicurezza, Tu sei quiete. Tu sei gaudio e letizia, Tu sei la nostra speranza» (dalle Fonti Francescane n. 261). Il Giubileo sarà un grande evento anche mediatico e Roma sarà meta per milioni di pellegrini provenienti da ogni parte del mondo. Ci auguriamo che sia un anno di grazia, di riconciliazione e di liberazione.
Tre momenti. Per vivere in pienezza il Giubileo sono necessari tre momenti complementari:
- a) il pellegrinaggio. Il Giubileo ci chiede di metterci in cammino, di procedere verso una meta, verso Roma. Per questo è importante prepararsi. Papa Francesco nella lettera per il Giubileo afferma: «Il pellegrinaggio è un’esperienza di conversione, di cambiamento della propria esistenza per orientarla verso la santità di Dio. Con essa, si fa propria anche l’esperienza di quella parte di umanità che, per vari motivi, è costretta a mettersi in viaggio per cercare un mondo migliore per sé e per la propria famiglia»;
- b) la professione di fede. Con il «Credo» noi dichiariamo davanti a tutti quali sono i pilastri della vita cristiana.
- c) la porta santa e la riconciliazione. La porta santa è aperta ed è un richiamo e un invito ad entrare, a ritornare, a riconciliarci con Dio e con i nostri fratelli. E’ anche necessario dire a se stessi: «Ho sbagliato, Signore, abbi pietà di me, accoglimi come hai accolto il Figliol prodigo e la pecorella smarrita». È questo il tempo della riconciliazione.