E’ per me un onore dare inizio ad una serie di articoli che ci accompagneranno sino alla commemorazione del 12 e 13 ottobre p.v. in ricordo del nostro caro concittadino e sacerdote Padre Pietro Damiani, all’anagrafe Calvino Damiani nato a Pesaro il 1 gennaio 1910.
L’Associazione San Terenzio Opere per il Sociale, dell’Arcidiocesi di Pesaro, conduce la casa di riposo e residenza protetta per anziani presso un’ala dei locali storici di Viale Trento che ospitarono il famoso Collegio Zandonai fondato da Padre Damiani il 16 ottobre del 1946. L’altra ala è affidata alla Fondazione “Nuova Scuola” che dal 1977 svolge un importante servizio educativo paritario lungo tutto il ciclo scolastico partendo dall’asilo nido fino ai licei scientifico e classico.
Celebrare, quindi, 78 anni dalla fondazione del Collegio è un’occasione importante per cogliere i tratti essenziali di questa esperienza umana e religiosa che non solo ha saputo cogliere un bisogno impellente ma è stata capace di mettere a fattor comune il bene di un’intera città per dare una risposta di accoglienza.
78 anni fa, Padre Damiani, solo trentaseienne, aveva già sperimentato l’essere orfano di padre, a 8 anni, e di madre, a 17 anni, l’ordinazione sacerdotale nella sua cara Diocesi di Pesaro, a 28 anni, l’arruolamento come Cappellano militare in Africa, a 31 anni, la malattia che lo colpisce qualche mese dopo, il rientro a Pesaro come cappellano nella Parrocchia di S. Maria di Loreto e come predicatore in provincia e fuori.
Ma ciò che lo segna definitivamente è l’ulteriore esperienza di Cappellano militare nel Campo Profughi di Venezia Giulia, a cui è stato chiamato nell’aprile del 1945 a guerra ormai conclusa.
È lì che viene a contatto con la sofferenza di un popolo innocente in fuga dalle proprie case dell’Istria passata a tavolino alla Jugoslavia. Un popolo privo di tutto perché privato della propria dignità e storia. Ma la sofferenza dei bambini ha centrato il suo cuor: “Quelli che mi facevano più compassione erano i bambini! ……Nella mia mente si accendeva il desiderio di fare qualcosa in particolare per i bambini orfani, profughi, derelitti……Fu proprio il pianto accorato di un bimbo che diede la spinta finale all’idea di dare una casa ai profughi……È stata la prima nota di un canto d’amore…”.
Con quel pianto prende forma in P. Damiani il carisma che aveva ricevuto, dono dello Spirito Santo che giunge come risposta incarnata nella storia ad un bisogno specifico del popolo di Dio.
Da qui partiamo per scoprire insieme come il dono di Dio sia cresciuto spandendo amore fino ad oggi rendendo noi responsabili di continuare questa storia comunitaria di accoglienza e formazione.
*Presidente del Consiglio di Amministrazione
Associazione San Terenzio Opere per il sociale