Quest’anno si celebra il Centenario del sogno del Santo piemontese, grande animatore della gioventù. Don Bosco morì il 31 gennaio 1888, a 73 anni. Fu dichiarato Beato il 2 giugno 1929 e nel 1934 venne proclamato santo da Pio XI. A Fano, il 15 aprile 1934, si celebrò la posa della prima pietra della chiesa dedicata a San Giovanni Bosco da parte di don Orione, fondatore della Piccola Opera della Divina Provvidenza. In una lettera inviata il 9 aprile 1934 al Superiore Generale dei Salesiani, don Orione si esprimeva così: “E poiché, dopo Dio e la Madonna, devo a Don Bosco e ai Salesiani se sono Sacerdote, io e tutti i miei intendiamo così in qualche modo di compiere pubblica testimonianza di gratitudine per il grande bene che, io specialmente, ne ho ricevuto”.
Chiesa. Don Orione invitava il Superiore Generale dei Salesiani alla celebrazione della posa della prima pietra della nuova chiesa dedicata a San Giovanni Bosco a Fano. Nella lettera del 9 aprile 1934 egli sottolineava: “La Piccola Opera della Divina Provvidenza, desiderosa di vivere anch’essa, quanto più possibile dello spirito di Don Bosco, di conformarsi alla sua vita, di imitare, col Divin Aiuto, la virtù, di avere la celeste protezione, avrebbe deciso di innalzare a Fano, a onore e devozione di San Giovanni Bosco, una Chiesa, che sarà aperta al pubblico”. Con queste parole Don Orione voleva indicare che era doveroso onorare San Giovanni Bosco, ma anche offrire a Fano la presenza di un’ampia chiesa per continuare a realizzare, nella città della Fortuna, quel “sogno” che San Giovanni Bosco aveva avuto nella sua preadolescenza.
Sogno. Riportiamo le stesse parole del Santo: “A quell’età ho fatto un sogno, che mi rimase profondamente impresso nella mente per tutta la vita. Nel sonno mi parve di essere vicino a casa in un cortile assai spazioso, dove stava raccolta una moltitudine di fanciulli, che si trastullavano. Alcuni ridevano, altri giocavano, non pochi bestemmiavano. All’udire quelle bestemmie mi sono subito lanciato in mezzo di loro adoperando pugni e parole per farli tacere. In quel momento apparve un uomo venerando in virile età nobilmente vestito. Un manto bianco gli copriva tutta la persona; ma la sua faccia era così luminosa, che io non potevo rimirarlo. Egli mi chiamò per nome e mi ordinò di pormi alla testa di que’ fanciulli aggiungendo queste parole: «Non colle percosse ma colla mansuetudine e colla carità dovrai guadagnare questi tuoi amici. Mettiti dunque immediatamente a fare loro un’istruzione sulla bruttezza del peccato e sulla preziosità della virtù»”. L’inaspettata presenza di un personaggio adulto, sconosciuto, di particolare rilevanza educativa e morale, aveva attirato l’attenzione di Giovanni. Dopo le poche parole di scusa di Giovanni, era tornata la pace nel gruppo dei ragazzi. Prosegue poi il dialogo tra Giovanni e il personaggio sconosciuto. Giovanni chiese: «Chi siete voi che mi comandate cosa impossibile?». Il vegliardo rispose: «Appunto perché tali cose ti sembrano impossibili, devi renderle possibili coll’ubbidienza e coll’acquisto della scienza. Io sono il figlio di colei, che tua madre ti ammaestrò di salutar tre volte al giorno». In quel momento vidi accanto di lui una donna di maestoso aspetto, vestita di un manto, che risplendeva da tutte parti, come se ogni punto di quello fosse una fulgidissima stella”. (Dalle Memorie dell’Oratorio di San Giovanni Bosco).