Nella cappella del Seminario regionale il vescovo di Fano, Fossombrone, Cagli e Pergola ha presieduto la Messa che celebrato una tappa importante del percorso verso il presbiterato.
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Lo scorso mercoledì 8 novembre presso il Seminario Regionale di Ancona si è svolta la concelebrazione eucaristica in cui il Vescovo di Fano, Fossombrone, Cagli, Pergola, Andrea Andreozzi ha conferito il ministero del lettorato a Franceso; ed insieme a David, Jacopo, Francesco anche Giovanni Nicotra di Fano e Gianluca Pedini di Pesaro, il ministero dell’accolitato.
«La pienezza della vita, il cuore pieno sta nel Suo amore»
Mi presento: sono Giovanni Nicotra, ho 30 anni e sono seminarista del V anno di teologia per la diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola. Sono originario della parrocchia di Lucrezia e da qualche settimana svolgo il mio servizio pastorale nella parrocchia della concattedrale di Cagli.
La cappella del Seminario, luogo caro a noi seminaristi e cuore della vita della nostra comunità, ha potuto accogliere in un clima di preghiera e di festa i nostri familiari, amici e sacerdoti provenienti dalle nostre chiese diocesane per unirsi tutti, in unica voce, e chiedere al Signore di benedire questi nuovi ministri laici per il servizio nella sua Chiesa.
Come ci ha ricordato il Vescovo durante la celebrazione, accolito significa etimologicamente colui che segue, e viene dal verbo greco akolouthéô, che è il verbo della sequela. Il Vescovo ci ha esortato dicendoci: “Il Signore vi chiama a seguirlo riconoscendo il Suo Corpo nella persona di coloro che incontrate e a seguirlo sulla strada che stasera il Vangelo (Lc 14,25-33 ndr) indica in maniera molto chiara e provvidenziale: «Chi di voi vuole venire dietro me pensi, pensi bene, e soprattutto prenda la sua croce e mi segua!»”. Già da questi primi giorni ho provato a scorgere proprio questo Suo Corpo nel distribuire Gesù Eucaristia e quindi alzarlo e porgerlo. Donare Gesù mi permette di guardare le storie e i volti di chi Lui mi sta mettendo davanti attraverso il Suo stesso sguardo, perché con Gesù tra i miei occhi e il volto di quel fratello o di quella sorella, tutto diventi bello e amabile, guardato con misericordia e tenerezza con la dignità propria di ogni Figlio di Dio.
Durante il rito di istituzione il Vescovo dice al candidato: «Ama di amore sincero il corpo mistico del Cristo, che è il popolo di Dio, soprattutto i poveri e gli infermi». Accolgo questo invio da parte della nostra Chiesa ai più soli, ai più malati, a quelli che faticano a raggiungere le nostre chiese, animato dal desidero di poter io incontrare il Signore visitando questi ultimi nelle loro solitudini e infermità, lasciando che sia Lui, Gesù, a nutrire, consolare e guarire. Nei giorni precedenti, di preparazione, ho fatto mio l’invito rivolto da Gesù ai suoi discepoli: «Voi stessi date loro da mangiare» (Mc 6,37) perché sia la mia stessa vita ad essere spezzata, offerta e donata in questo servizio. Porto nella mia preghiera al Signore, per me e per tutti i fratelli che insieme a me iniziano questo ministero nella chiesa marchigiana, ciò che il Vescovo Andrea ci ha lasciato: «Seguite il Signore e ricordatevi che il Signore porterà a compimento l’opera che ha iniziato in voi e vi aiuterà a capire che la pienezza della vita, il cuore pieno sta nel Suo amore».