Finalmente ci siamo! Dopo mesi di progettazioni, riunioni e bozzetti preparatori il giorno è giunto: all’oratorio “Santa Famiglia” la comunità parrocchiale di San Giorgio di Borgo Massano domenica scorsa 22 ottobre ha inaugurato le opere con le quali giovani artisti della zona hanno personalizzato le stanze dell’oratorio.
L’evento, reso ancora più appetibile dalla bella giornata, ha visto presenti in oratorio moltissime persone: autorità civili e militari (l’amministrazione comunale nella persona del Vice sindaco, il comandante della Stazione dei Carabiniaeri di Tavoleto), religiose (mons. Davide Tonti, Vicario Episcopale per i Beni Culturali e l’Arte Sacra; don Daniele Brivio, Vicario Generale, già parroco a san Giorgio; don Matteo, parroco a san Giorgio nel 2022), i membri del Consiglio dell’Oratorio in gran spolvero. Ma soprattutto i veri protagonisti: i ragazzi e gli adolescenti che regolarmente frequentano la struttura, nonché la comunità stessa di san Giorgio e dei borghi limitrofi.
Il progetto, in realtà, aveva iniziato la sua gestazione fin dal momento dell’inaugurazione del nuovo oratorio (ottobre 2022), giungendo oggi alla sua piena realizzazione. Ciascuna stanza è stata dedicata ad un santo che ha avuto a cuore i giovani o che era un giovane lui stesso. Nel dettaglio: il salone, a san Giovanni Paolo II; la sala giochi, a san Giovanni Bosco; e poi, le altre stanze, ai beati Carlo Acutis e Sandra Sabattini, a santa Teresa di Lisieux, ai santi coniugi Luois Martin e Marie-Azélie Guérin. A personalizzare i locali dell’oratorio sei giovani che hanno saputo magistralmente e creativamente interpretare con le tecniche artistiche loro proprie i tratti fondamentali di questi santi. Il nostro grazie a questi giovani è duplice: innanzitutto perché si sono messi in gioco, mettendo in luce grandi potenzialità e competenze; e poi perché hanno saputo creare bellezza che – affermava Dostoevskij – “salverà il mondo”. E, non dimentichiamolo, in questa direzione si è mosso anche san Paolo VI che, a conclusione del Concilio Vaticano II, nel messaggio agli artisti scriveva: «Questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che infonde gioia al cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione. E questo grazie alle vostre mani…».