Giancarlo Gori. In ogni paese si distinguono alcuni personaggi che sembrano avere addosso tutto il passato, tra questi nella nostra Vallata del Metauro, si distingue Giancarlo Gori noto per gli studi sull’archeologia di Fossombrone. A lui, nel passato, si è rivolto anche il museo Leonardi per saperne di più sulle lapidi paleocristiane donate all’inizio del 900 al Capitolo della cattedrale di Urbania dai conti Matterozzi, preziose reliquie provenienti dalle catacombe romane. Il personaggio continua a lavorare con operosità e intelligenza. In questi giorni mi giunge la sua recente pubblicazione riguardante il carteggio epistolare tra due Insigni forsempronesi: Carlo Bertelli (1812 1878) e Francesco Maria Torricelli (1802 -1478), (pubblicazione dell’Istituto Italiano del Risorgimento, comitato di Pesaro e Urbino). Le lettere costituiscono una documentazione di notevole interesse in relazione alle vicende politiche che vanno dal 1820 al 1848, sui difficili rapporti tra la Delegazione apostolica restaurata nell’aprile del 1831 e l’ambiente cospiratorio al tempo di Gregorio X VI e di Pio IX.
Madonna di Loreto. In Urbania nell’Ottocento fu innalzato, e si vede ancora imponente, un grande arco in muratura con una nicchia e la statua della Vergine in onore della Madonna di Loreto nel rione omonimo. Nella sera della festa è tradizione accendere un grande fuoco e, nell’attesa che prenda vigore, recitare il rosario. Ma simpatico è il divertimento dei bambini che sparano le cartucce e fanno i cosiddetti botti con le viti e la potassa. E non finisce qui, perché quando il fuoco si è acquietato i più grandicelli fanno a gara nel saltare da un lato all’altro del grande braciere evitando i carboni accesi. Nella notte si attende il suono delle campane che annuncia il passaggio della Madonna nel cielo.
Di Raimondo Rossi