Quando si parla del Beato Benedetto, il pensiero va a Fossombrone, e più precisamente al Colle dei Santi. Egli nacque a Urbino il 23 settembre 1560 dalla nobile famiglia Passionei, nel palazzo che tuttora è uno dei simboli architettonici della città. Fu battezzato con il nome di Marco; rimasto orfano, fu affidato a uno zio che viveva a Cagli e studiò filosofia e legge presso le università di Perugia e Padova. Divenne Benedetto da Urbino nel maggio del 1584, iniziando il noviziato nel convento di Santa Cristina. E’stato un presbitero cappuccino italiano. Decise poi di entrare tra i frati minori cappuccini del convento di Fossombrone. Sul finire del 1500 fu mandato in Boemia insieme a un gruppo di confratelli per cercare di diffondere l’Ordine cappuccino. Preferiva predicare nei piccoli paesi, tra gente semplice che affidava a Dio le speranze di un’esistenza travagliata e disagiata, dedicandosi anche al recupero di chiese, come ad esempio Barchi e Castelleone.
Un giorno fu raggiunto da un contadino che supplicandolo lo portò a casa sua perché un suo parente stava morendo. Padre Benedetto benedì con alcune reliquie l’ammalato, di nome Mario Ridolfi, che guarì subito. A Montalto fu pregato di fermarsi per celebrare la messa della domenica perché il parroco era malato; l’indomani celebrò la messa poi si incamminò verso Pergola; fu raggiunto da alcune persone che volevano ringraziarlo per la pronta guarigione del parroco. Guariva gli altri, ma lui era sempre malato, soffrì per tutta la vita accettando tutto per assomigliare a Cristo Crocifisso, davanti alla cui immagine passava ore e ore in profonda meditazione. Nel 1625, mentre predicava la quaresima a Sassocorvaro, fu costretto a rientrare a Fossombrone; dopo alcuni giorni morì il 30 aprile 1625 nel convento di San Giovanni Battista. Proclamato Beato da Papa Pio IX il 10 febbraio 1867.
Di Manuela Braconi