Anche nelle Marche nascono sempre meno bambini e la denatalità cresce a ritmi preoccupanti. È quanto emerge dai dati forniti dall’Istat ed elaborati dalla Cgil Marche. Nel 2018 nelle Marche sono nati 10.171 bambini: record minimo storico. Rispetto all’anno precedente sono nati 498 bambini in meno (-4,7%) mentre, nell’ultimo quinquennio, sono diminuiti di 2.462 unità (-19,5%).
Nel 2018, i decessi nelle Marche sono 17.175, ovvero quasi il doppio delle nascite. A questi dati vanno aggiunti quelli di coloro che lasciano le Marche per l’estero: 4.994 persone nel 2018, in aumento rispetto all’anno precedente (+6,4%). A fine 2018, la popolazione marchigiana complessiva ammonta a 1.525.271 abitanti, ovvero 6.482 in meno rispetto all’anno precedente e 27.867 in meno rispetto al 2013: quindi è come se in un anno fosse sparito un comune come Pergola e, in un quinquennio, una città più grande di Falconara Marittima o Porto S. Elpidio.
Secondo Daniela Barbaresi, Segretaria Generale della CGIL Marche, «questi dati evidenziano come l’Italia cresca sempre meno sia demograficamente sia economicamente. È un Paese bloccato e ciò rende sempre più evidente la necessità di affrontare il tema della denatalità con misure strutturali a sostegno della maternità e paternità, a partire da un’adeguata rete di servizi per l’infanzia, che superino l’inefficace politica dei bonus». Ma soprattutto, per Barbaresi, «occorre garantire adeguate prospettive di lavoro e reddito; lavoro stabile con retribuzioni adeguate per consentire soprattutto ai più giovani di formare una famiglia e decidere di avere dei figli». Infine conclude la Segretaria generale Cgil Marche, «a fronte del calo delle nascite e dell’invecchiamento progressivo della popolazione, sono altrettanto necessarie misure a sostegno di una popolazione sempre più anziana, a partire da interventi per la non autosufficienza».