“Superare i soliti concetti sul conflitto israelo-palestinese per poter trovare nuove chiavi di lettura”. Questa è la frase che meglio sintetizza l’incontro tenutosi venerdì 25 ottobre, presso la Sala della pace della Caritas diocesana di Fano, organizzato dal gruppo Fuoritempo e da Campagna Palestina e Solidarietà, che ha visto la testimonianza di Marianna Bianchetti, cooperante originaria di Marotta.
Marianna, forte di un’esperienza quasi decennale di lavoro, ma soprattutto di vita, nei territori palestinesi, ha sintetizzato con estrema chiarezza le vicende, le persone e le storie che ha incontrato. Storie di disperazione, storie di vita, storie di rinascita e storie di ingiustizia.
I territori palestinesi sono infatti luogo di profonda contraddizione, dove a volte perfino un animale ha più diritti di una persona, ma sono anche teatro di insperata fraternità e di vicinanza incredibile.
Il teatro è stato il mezzo attraverso il quale Marianna ha portato avanti la sua esperienza di cooperazione, cercando di avvicinare i giovani palestinesi a questo mondo non in maniera fine a sé stessa, ma proprio per affrontare, attraverso la rappresentazione di opere significative come l’Amleto di Shakespeare, temi fondamentali come quello della vendetta e del rapporto coi padri, che sono fondamentali in un territorio che ha vissuto molteplici conflitti come quello palestinese.
La solita maniera di interpretare questo grande conflitto, cercando di dividere le parti in lotta fra “buoni e cattivi”, è stata fortemente rigettata: nonostante le grandi difficoltà che entrambe le parti si trovano a dover vivere, Marianna ha sottolineato come il raccontare le cose che ormai sanno tutti non serve più. Bisogna invece raccogliere una lezione importante: dobbiamo imparare a non utilizzare la violenza nei nostri rapporti interpersonali, in famiglia e in qualunque altra situazione, cercando la mediazione e non il conflitto aperto, adottando un nuovo stile di vita. Non spetta a noi europei infatti risolvere quel conflitto, che forse non trova risoluzione proprio per la troppa ingerenza dall’estero.
All’incontro non è mancata una nota di positività: nonostante le grandi difficoltà e nonostante la situazione non sembri lasciare speranze, Marianna, stimolata dalle numerose domande del pubblico, ha raccontato di tanti piccoli significativi segni di speranza, provenienti soprattutto dai più giovani, che fanno ben sperare per il futuro di un territorio segnato da un conflitto apparentemente senza fine.
ANDREA PAOLONI