Si è svolto a Roma nei giorni 11 e 12 giugno, l’incontro nazionale dei Centri di Ascolto (CdA) delle Caritas diocesane. Hanno partecipato all’iniziativa tutti i responsabili diocesani della formazione e della rete dei Centri di Ascolto, i direttori delle Caritas ed i membri della Comunità professionale formatori Caritas. È stata un’occasione di confronto su tematiche volte a valutare le modalità e le capacità di ascolto dei vari centri nei confronti delle persone in difficoltà. L’Arcidiocesi di Pesaro era rappresentata da Claudia Moschini, responsabile del Centro d’Ascolto e referente dell’area pace e mondialità. Ecco come ci ha raccontato l’esperienza vissuta a Roma e l’arricchimento ricevuto dalle riflessioni proposte.
Claudia, raccontaci la tua esperienza.
È sempre molto stimolante trovarsi in un contesto così tanto partecipato. Tutte le occasioni di formazione proposte da Caritas Italiana sono sempre ben accette da parte delle Caritas locali diocesane che rispondono con entusiasmo e grande partecipazione a queste iniziative. Sono momenti di confronto che riteniamo essenziali per il servizio che svolgiamo.
Quali tematiche sono state trattate?
È stato presentato un lavoro di ricerca che ha coinvolto diverse Caritas diocesane a partire da ottobre 2016 allo scopo di stilare un vademecum sui CdA. L’elaborato è molto interessante ed alla portata di tutti (è possibile leggere la traccia sul sito della Caritas Italiana n.d.r.). Sono stati previsti momenti tematici dedicati ad argomenti utili per il lavoro nei CdA. Visto il mio ruolo a Pesaro ho deciso di partecipare all’assemblea tematica sugli strumenti e metodologie di presa in carico nei CdA in quanto interessata a conoscere nuovi spunti da persone che hanno un’esperienza molto ampia e ricca sia a livello locale che nazionale.
Cosa pensi del vademecum?
Il vademecum è uno strumento che tutte le Caritas possono e devono utilizzare, adattandolo alle necessità del proprio territorio. Noi per primi in maniera partecipata e condivisa cercheremo di capire come declinarlo nella nostra realtà. Abbiamo un’identità ed un mandato comune che possiamo ritrovare all’inizio del vademecum in alcune righe che concretizzano l’identità di ogni CdA come strumento pastorale, nel quale viene ribadita la funzione di accoglienza e ascolto, stimolando l’impegno di tutta la comunità nel servizio del prossimo.
Rispetto a questa esperienza, come ritieni essere la situazione nel CdA di Pesaro?
Alcuni aspetti problematici del nostro impegno sono condivisi da altre Caritas, come l’importanza di comunicare e la criticità nel riuscire a fare un buon ascolto. Infine l’importanza di avere volontari, i nostri sono molto fedeli e sappiamo quanto siano fondamentali. Sono cose su cui tutti siamo chiamati a migliorare.
ALESSANDRO SERAFINI