
La celebrazione in cattedrale a Urbino
URBINO. Un importante avvenimento, di quelli che non capitano tutti i giorni, coinvolgerà la comunità diocesana: a Urbino, sabato prossimo 27 settembre in Cattedrale, si celebrerà l’ordinazione del presbitero don Andrea Righi, per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria dell’Arcivescovo mons. Giovanni Tani.
Un ragazzo della nostra terra, un ragazzo pieno di umiltà ma al tempo stesso ricco di grandi doti umane e profondamente consapevole della scelta compiuta da Dio, a servizio del Suo disegno di amore. E noi abbiamo cercato di calarci nel suo cuore per conoscerlo un po’ più da vicino, per conoscere le motivazioni profonde che l’hanno spinto a questa scelta, a partire dal modo in cui è nata la sua vocazione. «La vocazione non nasce e non muore perché non riguarda una particolare età, non riguarda una stagione, ma tutta la vita», precisa don Andrea. «La vocazione riguarda tutti ed è l’indice di gradimento di Dio; a ciascuno affida una chiamata. Il Signore agisce attraverso i nostri pensieri e i nostri sentimenti. Occorre lasciarsi stimolare dalla Parola di Dio, sotto la guida dello Spirito Santo». La chiamata, continua don Andrea, «inizia quando si è liberi, cioè quando non si è schiavi di se stessi e dei propri progetti. Questo è il cammino di preparazione in seminario. Il seminario non è il luogo dove i ragazzi si impegnano ad indossare un abito ecclesiastico, bensì un cammino verso la libertà, per accogliere totalmente la chiamata di Dio, un cammino per far combaciare la propria volontà con quella del Signore». E don Andrea cosa consiglierebbe ad un giovane che ricerca il senso della propria vita? «Lo inviterei ad accettare il progetto di Dio anche se non corrisponde alle proprie aspirazioni. Dentro di sé, anche la persona più malvagia, ha un seme di bene. La bellezza della vita, sta nel donare questo seme». Questa testimonianza sottolinea che il Signore non abbandona nessuno, non ci lascia mai soli e dà segni visibili della Sua presenza e del Suo amore, quando uno meno se lo aspetta. Sta a noi ascoltare e rispondere con slancio alla sua chiamata, come ha fatto don Andrea. Nonostante il periodo che stiamo attraversando sia di desertificazione, di laicizzazione, di forti contrasti religiosi, di relativismo etico, di nuova evangelizzazione, il Signore fa sentire la sua vicinanza, donando testimoni per il nostro cammino. Tutta la nostra diocesi di Urbino, Urbania e Sant’Angelo in Vado, si sta preparando all’ordinazione di questo nuovo presbitero, con una “Missione” in tutte le sette “Unità Pastorali” e con la comune veglia di preghiera, per essere vicini al futuro sacerdote e perché lo Spirito Santo susciti risposte generose e a cuore aperto e libero, soprattutto dai giovani.
Giuseppe Magnanelli