La scorsa settimana la Cgil provinciale apriva una polemica sull’aborto denunciando in particolare la presenza di troppi medici obiettori in alcuni ospedali marchigiani e lo scarso numero di aborti “medici” ottenuti con RU 486. Sulla questione il nostro giornale interveniva con un articolo dell’Associazione Scienza&Vita di Pesaro, Fano e Urbino e con un editoriale in cui si chiedeva al sindacato di far rispettare piuttosto il diritto alla maternità sui luoghi di lavoro. I nostri lettori hanno condiviso ampiamente la nostra posizione (vedi lettere a pagina 6 del Nuovo Amico n. 11 del 17/3/2012).
Dobbiamo però doverosamente annotare che la stampa locale ha evitato di pubblicare il comunicato che Scienza&Vita ha inviato alle redazioni locali. Si è scelto di mettere in pagina un nuovo lungo comunicato della Cgil che ci accusava di “manipolare l’informazione” perché sulle nostre locandine (e su Avvenire, che è stato pure scambiato per Il Nuovo Amico) si leggeva: “Aborti: per la Cgil sono troppo pochi” (laddove evidentemente non distinguiamo tra aborti chirurgici e aborti medici, cioè con la pillola RU 486). Del resto bastava leggere il testo per comprendere che lo “strillo” era necessariamente sintetico.
Ecco allora il testo della Cgil, così che ognuno possa verificarne l’aderenza informativa: «La Regione Marche si colloca all’ultimo posto in Italia, nel secondo semestre 2011 nessuna interruzione volontaria di gravidanza è avvenuta somministrando la pillola RU 486 mentre in regioni come l’Emilia Romagna le interruzioni di gravidanza volontarie con la “pillola abortiva” sono state il 17% del totale e in Toscana il 9%».
E sempre in ambito di classifiche, la Cgil Pesaro ne cita un’altra, quella del Wef (World Economic Forum), per argomentare che l’Italia è al 75° posto nel mondo per la salute delle donne. Ma il Wef non parla affatto di aborto ed anzi scrive nelle conclusioni: «i progressi si otterranno quando i Paesi troveranno il modo di rendere matrimonio e maternità compatibili con la partecipazione economica delle donne». Infine una triste considerazione: mai, in nessun passaggio dei vari comunicati, si legge il benché minimo accenno all’embrione umano, che è già “uno di noi”, e a quei diritti che ancora non gli si vogliono proprio riconoscere.
La redazione
1 commento
Per combattere contro l’aborto aderite al Comitato http://www.no194.org . I cristiani devono agire!