PERGOLA – Catechisti, animatori, uomini e donne di buona volontà si sono ritrovati domenica 21 ottobre nella concattedrale di Pergola per ricevere il mandato missionario dal vescovo Mons. Trasarti. La giornata ha anche aperto l’anno della fede indetto dal Papa, un anno in cui tornare alle origine del nostro essere cristiani, in cui riscoprire la fede che è dono di Dio.
“L’Anno della fede – ha sottolineato Mons. Trasarti – sarà dunque una grande sfida, in quanto, grazie ai cristiani rinnovati interiormente nelle radici della propria fede, potrà essere superata quella dicotomia tra fede e cultura, già denunciata da Paolo VI, che dichiara l’insignificanza della fede agli effetti della qualità della vita umana”.
Il Vescovo ha aperto la celebrazione ricordando il bisogno di rinnovare in noi la grazia del Battesimo e chiedendo a Dio la grazia del perdono, per questo il primo segno proposto all’assemblea è stato l’aspersione con l’acqua benedetta. La liturgia della Parola ha poi aperto il cuore agli operatori pastorali che hanno accolto le parole del Vescovo di confrontarsi con la diversità per recuperare l’unità, un cammino questo che la chiesa è chiamata a fare per trasmettere con metodi nuovi alle nuove generazioni la fede di sempre. Strada maestra di questo cammino deve essere l’umiltà e il sentirsi “mendicanti”, mai arrivati, per non essere di ostacolo a coloro che cercano Dio. “Così il mendicante, cieco, diventa cristiano – ha messo in evidenza il Vescovo riferendosi al Vangelo di Marco – ha incontrato Gesù che gli ha aperto gli occhi per vedere cose vere della vita. Sì, è così: cristiani non si nasce, ma si diventa.
Molti sono cristiani ciechi: cioè non sanno di esserlo. Diventare cristiani non è compiere qualche gesto religioso ogni tanto. Diventare cristiani significa mettersi a seguire Gesù ogni giorno, lungo la strada della vita. Allora Gesù diventa il nostro Rabbonì, cioè il nostro Maestro di vita. La sua Parola illumina ogni situazione, ogni scelta. La sua Parola ci apre gli orizzonti della vita”.
A dar voce all’assemblea sono stati poi nove rappresentanti di essa scelti tra le varie vocazioni, da quella religiosa a quella familiare, da quella missionaria a quella di chi, come Diego Fascinetti, si prepara a ricevere l’ordinazione diaconale prima e sacerdotale poi. Anche don Luciano Gattei, Missionario Fidei Donum in Kenya, ha portato la sua breve testimonianza sotto forma di preghiera: “Ma il figlio dell’uomo quando tornerà troverà la fede nel mondo ? “Non possiamo sottrarci – ha detto don Luciano – alle responsabilità di missionari che abbiamo come singoli e come Chiesa! Ma di quale fede ci parla il Signore? Di quella fatta di regole e norme o di quella che è instancabile ricerca di Lui ? Solo in Lui troviamo la forza per liberarci dalle mode, dell’intolleranza, dal male che non è solo attorno a noi ma dentro di noi.
Ti chiediamo – ha concluso don Gattei – di esserci vicini Signore, di aiutarci ad essere sale della terra che esalta il gusto della vita, aiutaci a non lasciarci risucchiare dal vortice del settarismo ma fa che possiamo essere con Te una cosa sola affinché il mondo creda. La celebrazione, animata dai giovani del centro Missionario, si è conclusa con la consegna del mandato ai nove rappresentanti e all’assemblea tutta e con la consegna del calendario pastorale a tutti i partecipanti.
Marco Gasparini