FANO – Uno studente su 272 dei frequentanti l’Istituto superiore “A.Olivetti” di Fano – uno studente evidentemente insoddisfatto e, per certi versi, molto autoindulgente – a domanda risponde di fare uso e abuso di bevande alcoliche e superalcoliche “perché a Fano non c’è niente di meglio da fare”.
La dichiarazione è stata tratta dal Questionario sull’uso e l’abuso di bevande alcoliche e superalcoliche sottoposto a quei 272 studenti che hanno risposto, in forma anonima, a 16 domande: ciò ha consentito di salvaguardare il loro diritto alla privacy e di raccogliere risposte veritiere perché non condizionate dal timore che l’identità del compilatore fosse rivelata.
Un Questionario che, nello spirito del Progetto “Prevenzione, Salute e Sicurezza: l’abuso di alcolici nei giovani in età scolare”, ha chiesto risposte sulle motivazioni e sulle abitudini di una vasta platea di giovani a consumare alcolici e superalcolici. Ideato dal Prof. Paolo Rocco, e condotto insieme con la Prof.ssa Cristina Gerboni (entrambi docenti all’”Olivetti”), il Progetto si è protratto dall’Ottobre 2011 ad oggi. Diverse le fasi attraverso le quali si è favorito e coordinato il coinvolgimento diretto degli studenti alle finalità educativo/formative di quest’Attività: organizzazione di due incontri con esperti qualificati (il 12 Aprile 2012 con il Primario del pronto Soccorso di Fano, Dott. R. Dottori, e l’8 Maggio 2012 con il Vice Dirigente della Polizia di Stato del Commissariato di Fano, Dott. S. Vincenzoni) ai quali hanno partecipato undici classi; somministrazione del Questionario agli studenti di tutte le classi dell’”Olivetti”, dalle Prime alle Quinte; produzione di servizi fotografici curati dagli studenti, inerenti ai due incontri; elaborazione e produzione di grafici, curati dagli studenti –coadiuvati dai promotori- e tratti dall’analisi delle risposte al Questionario; opinioni scritte degli studenti. Tutto ciò è contenuto nell’Opuscolo cartaceo in 33 pagine che raccoglie e diffonde tutte le fasi del Progetto. L’analisi delle risposte al Questionario costituisce, si può dire, una finestra aperta su alcuni aspetti di un modus vivendi generalmente, e purtroppo, oggi praticato dagli adolescenti di tutte le latitudini. In questo senso è importante rilevare che le risposte date dagli studenti al Questionario indicano anche che questo comportamento (l’abuso di alcolici e superalcolici) è esercitato da giovani provenienti, e residenti, in varie località della provincia di Pesaro e Urbino, e che a Fano vengono per studiare: non è diversa, infatti, la situazione, riguardo all’abuso di bevande alcoliche, di studenti di altre scuole superiori ubicate a Pesaro e, appunto, ad Urbino, così come hanno mostrato i risultati di progetti promossi da Associazioni e Enti all’interno di questa stessa area geografica nel corso del 2012.
Il consumo riguarda il 72% degli studenti
Tra i dati più significativi emersi dalle risposte del Questionario distribuito all’”Olivetti”, è che 198 studenti su 272 hanno dichiarato d’essere consumatori (in prevalenza nel fine-settimana) di alcolici e superalcolici: 198 su 272 pari al 72% degli studenti frequentanti distribuiti in 77 maschi e 121 femmine. Quegli stessi studenti che, poi, mietono premi e riconoscimenti anche a livello nazionale per la propria partecipazione ad attività promosse dall’”Olivetti”. A fronte di ciò, ancor più meritorio che il nostro Progetto abbia ricevuto il pieno avvallo da parte della Dirigente scolastica dell’”Olivetti”, Prof.ssa Anna Gennari: un segnale determinante della consapevolezza che intorno a questo argomento la Scuola debba continuare a farsi promotrice di uno sguardo attento e, per quanto nelle sue possibilità, risolutore nel senso dell’adozione di un’adeguata opera di prevenzione finalizzata alla crescita culturale consapevole dei giovani e alla tutela della loro salute. E’ certo, infatti, che 107 adolescenti che alla domanda ‘perché bevi alcolici’ rispondono “perché mi piace” oppure, in minor numero, “per non pensare ai problemi”, “per evadere dalla realtà”, “per sballare”, pongono la necessità di realizzare non più procrastinabili interventi. In questo senso, è stato evidenziato dal Questionario anche la necessità che le famiglie degli studenti agiscano da prioritaria agenzia educativa (come anche hanno affermato i relatori Dottori e Vincenzoni) affinché i ragazzi acquisiscano, innanzitutto dai propri genitori, le informazioni idonee a riconoscere nell’uso e nell’abuso di alcolici una fonte di danni, anche gravi, alla propria salute. Infine, ci sembra significativo che questi 198 studenti abbiano deciso di rivelare, all’interno della Scuola e tramite il Questionario, un loro disagio: ciò acquista il senso della denuncia di un orizzonte di attesa tradito, proprio come sottolinea quel ragazzo che dice di bere alcolici “perché a Fano non c’è niente di meglio da fare”. Una dichiarazione, questa, molto autoindulgente, certo, ma pure risonante come un campanello d’allarme che sarebbe da incoscienti se lasciasse indifferenti.